{"id":4705,"date":"2015-07-25T13:50:51","date_gmt":"2015-07-25T13:50:51","guid":{"rendered":"https:\/\/www.francejobin.com\/?p=4705"},"modified":"2015-07-25T13:50:51","modified_gmt":"2015-07-25T13:50:51","slug":"review-mirror-neurons-der-ondarock-italy","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.francejobin.com\/?p=4705","title":{"rendered":"review &#8211; mirror neurons (DER) &#8211; ondarock &#8211; Italy"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.francejobin.com\/wp-content\/uploads\/2015\/03\/mirror_neurons_DER.jpg?ssl=1\"><img data-recalc-dims=\"1\" loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-4676\" src=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.francejobin.com\/wp-content\/uploads\/2015\/03\/mirror_neurons_DER.jpg?resize=300%2C300&#038;ssl=1\" alt=\"mirror_neurons_DER\" width=\"300\" height=\"300\" \/><\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Mirror Neurons on <a href=\"http:\/\/www.dragonseyerecordings.com\/\">DER<\/a><br \/>\nCD + Digital \u2013 500<\/p>\n<p class=\"p1\"><b>Release Date<\/b> April 21, 2015<span class=\"s1\"><br \/>\n<\/span><b>Cover<\/b> xx+xy visual<\/p>\n<p class=\"p1\"><b>Bonus Video<\/b><\/p>\n<p class=\"p1\">All orders through <a href=\"https:\/\/dragonseyerecordings.bandcamp.com\/album\/mirror-neurons\">DER\u2019s Bandcamp<\/a> will receive an\u00a0excerpt of Mirror Neurons.<span class=\"s1\"><br \/>\n<\/span><b>Visuals :<\/b> \u00a0<b>xx+xy visuals<\/b>\u00a0<span class=\"s1\"><br \/>\n<\/span><b>Sound :<\/b> France Jobin and Fabio Perletta<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>France Jobin e Fabio Perletta hanno due <em>background<\/em> piuttosto diversi: scienziata e matematica del suono con l&#8217;amore per il <em>laptop<\/em> e gli algoritmi la prima, principale importatore dell&#8217;estetica <em>microsound<\/em>in Italia il secondo, uniti per\u00f2 dal comune interesse per la riduzione ai minimi termini delle forme sonore. Entrambi catalogabili a fatica nel macrocosmo dell&#8217;ambient elettroacustico, entrambi protagonisti di percorsi votati a un&#8217;arte squisitamente concettuale, l&#8217;intersezione dei loro discorsi artistici non poteva che produrre un lavoro come \u201cMirror Neurons\u201d. Ovvero un disco dove il suono si mette al servizio del <em>concept<\/em> e della percezione, uditiva e cerebrale.<\/p>\n<p>Nella sostanza, i due cercano di trasporre in suono l&#8217;attivit\u00e0 elettrica e fisiologica dei neuroni umani, toccando con mano aspetti strettamente legati alla psicoacustica. Da un lato l&#8217;aspetto \u201cinteriore\u201d, l&#8217;attivit\u00e0 cerebrale che si auto-percepisce in quanto tale (si \u201cspecchia\u201d, parafrasando il titolo), descritta dalle dilatazioni infinitesime a volume zero di Jobin. Dall&#8217;altro quello squisitamente fisico-scientifico, l&#8217;attivit\u00e0 cerebrale percepita e individuata da un recettore esterno, ma anche come forma essa stessa di percezione sensibile dell&#8217;altro: e qui intervengono i <em>datasounds<\/em> di Perletta, richiami elettronici astratti e appena udibili, esattamente come i flussi di corrente nei neuroni.<\/p>\n<p>Cromaticamente parlando, il colore dominante \u00e8 un bianco perpetuo, vuoto, accecante, invisibile. In \u201cParallel\u201d questo \u00e8 spezzato da atomi di suono, schegge che trascendono il conscio per infilarsi nell&#8217;inconscio e costruire l\u00ec uno scheletro extra-razionale. Quest&#8217;ultimo si prepara poi a ospitare il drone di Jobin, privo di dimensioni fisiche e solo apparentemente fin troppo simile a un qualsiasi flusso ambientale. La sua monocromia, per\u00f2, lo colloca in una dimensione extra-sensoriale ben lontana dal parnassianismo (diretto alla percezione e alla poesia) degli <a href=\"http:\/\/www.ondarock.it\/interviste\/illuha.htm\">Illuha<\/a>. Qui, al contrario, la scienza trascende l&#8217;umano e il suono astrae verso una dimensione esclusivamente sua.<\/p>\n<p>Non c&#8217;\u00e8 sentimento, non un briciolo di vita: o se ci sono, l&#8217;inquadratura dei due li elimina dal<em>soundscape<\/em> per concentrarsi sul processo, mostrandone qualche traccia forse solo nell&#8217;evoluzione di \u201cMimesis\u201d, dove le sfumature sembrano per la prima volta intensificarsi progressivamente. \u201cReflection\u201d \u00e8 invece il sunto della dinamica descritta sopra: un drone si protrae per pi\u00f9 di un quarto d&#8217;ora fungendo da nucleo, mentre tutt&#8217;attorno elettroni sonori orbitano perpetuamente, senza uno scopo n\u00e9 una causa. La scena \u00e8 riflessa allo specchio, ma non c&#8217;\u00e8 soggetto che possa percepire il dualismo.<\/p>\n<p>Ben pochi sono riusciti prima a sintetizzare tutto questo in un&#8217;opera sonora: Jobin e Perletta ci riescono in un autentico saggio di arte applicata alla psicoacustica. Dedicato a quei pochi per i quali il suono pu\u00f2 davvero significare qualcosa al di l\u00e0 della percezione sensibile. Con rispetto e comprensione verso tutti quelli per i quali, invece, la sola idea rasenta la follia.<\/p>\n<p>Matteo Meda<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&nbsp; Mirror Neurons on DER CD + Digital \u2013 500 Release Date April 21, 2015 Cover xx+xy visual Bonus Video All orders through DER\u2019s Bandcamp will receive an\u00a0excerpt of Mirror Neurons. 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